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Ritorno alla casa. Le transazioni salgono, ormai tutte le fonti concordano: ma cosa accade ai prezzi? A seconda dell’ufficio studi o della provenienza delle notizie, i dati non sempre sono allineati. E in più: a chiusura dell'Expo, si può dire che anche sul mattone made in Italy ci sia stato un effetto positivo, così come per il settore food e dell’immagine del Paese più in generale? Cerchiamo di rispondere a questi interrogativi.

Lo scenario visto dalla Banca d’Italia

Secondo quanto si legge nel rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, «lo stock di abitazioni invendute è ancora elevato, ma le condizioni del settore immobiliare sono in graduale consolidamento. Si è arrestato il calo dei prezzi degli immobili. Gli indicatori prospettici prefigurano la prosecuzione del miglioramento nei prossimi mesi».

Il sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni evidenzia un aumento delle compravendite rispetto allo stesso trimestre del 2014, mentre la maggioranza degli operatori immobiliari (51%) continua a segnalare una riduzione dei prezzi di vendita (la quota a luglio era del 56%). Cresce anche la percentuale (al 47% dal 42%) degli agenti immobiliari che indicano prezzi di vendita stabili. Il sondaggio è stato effettuato su 1.262 agenzie immobiliari ed emerge che il 71,6% degli agenti ha venduto almeno un’abitazione, una quota stabile rispetto al trimestre precedente ma in aumento di circa sette punti percentuali nel confronto con lo stesso trimestre del 2014. Ne emerge poi un ottimismo più accentuato tra gli addetti ai lavori sulle prospettive future: un miglioramento del mercato nazionale, in un orizzonte di due anni, è atteso ora dal 53,1% del campione (43,1% a luglio) a fronte di una riduzione della pattuglia dei pessimisti (12,1% contro il 21% circa tre mesi fa).

Ottimismo sulla fine del calo dei prezzi...

Da un’altra fonte arrivano segnali più ottimisti, soprattutto sul fronte dei prezzi, che secondo Idealista.it si sono risvegliati. Una percezione, dunque, diversa. A spiegarla forse il fattore temporale, oltre a una base diversa di osservazione . Secondo Idealista.it, a ottobre (quindi un mese dopo il rilevamento a cui si ferma l'indagine della Banca d'Italia), i prezzi sono leggermente aumentati, per la prima volta da dieci mesi: +0,2% il dato rilevato dal portale. Ma attenzione: rispetto a un anno fa il prezzo medio è comunque calato del 4,2%. Guardando alle città capoluogo, sono 26 quelle con variazioni positive su 79 attualmente monitorate. I rimbalzi più sensibili riguardano Novara (4,5%), Vercelli (3,5%) e Mantova (2,5%). All'estremo opposto della tavola troviamo Cuneo (-6,7%) a guidare la graduatoria dei ribassi, davanti a Bergamo (-5,1%) e Como (-5%). Tra i grandi mercati, migliorano Milano (0,8%) e Napoli (0,6%); perde terreno Roma (-1,2%); situazione piuttosto stabile per gli altri capoluoghi di regione ad eccezione di Firenze, che registra un secco calo del 2% nel mese appena trascorso. Nella graduatoria dei prezzi Venezia (4.421 euro al mq) rimane al top dei valori davanti a Firenze (3.421 euro al mq), terzo posto per Milano (3.411 euro al mq) che supera per la prima volta Roma. Dall'altra parte Biella (818 euro al mq) è la città più economica seguita da Caltanissetta e, ultima, Agrigento (978 euro al mq). Per la realizzazione di quest'indice sono stati analizzati i dati di 325.128 annunci immobiliari pubblicati su idealista tra l'1 e il 30 ottobre del 2015; questi immobili hanno superato il controllo qualità basato su informazioni come: prezzo, dimensione, distribuzione e non duplicazione.

... ma il segno per ora resta meno

Nel segno della discordanza delle fonti, invece secondo Tecnocasa i prezzi a Milano non sono saliti, nemmeno con l’effetto-Expo, anche se decisamente si vedono i segnali di ripresa sul fronte delle transazioni, in aumento del 5,9% nei primi sei mesi dell'anno. Ma i prezzi sono ancora in diminuzione dello 0,9%, con l'eccezione, secondo Tecnocasa, di Brera e corso Como, dove il mercato è particolarmente dinamico. Nell’area intorno a corso Lodi dall’inizio dell’anno si registrano più richieste a uso investimento, in particolare di bilocali da mettere a reddito, grazie alla vicinanza dell’Università Bocconi e anche alla presenza della Fondazione Prada, che con il suo arrivo sta riqualificando buona parte della zona. «I lavori quasi ultimati della MM 5, da Sempione a San Siro passando per la Fiera, non hanno sortito effetto sui valori immobiliari delle zone interessate ma un maggiore interesse e curiosità – riporta Tecnocasa –. I valori della macroarea Fiera-San Siro sono infatti rimasti stabili».

Effetto Expo?

Il fermento per l'Expo ha creato negli ultimi mesi forte interesse per il settore della ristorazione nelle zone più centrali di Milano (Quadrilatero, Cordusio, Cairoli e Brera) dove, tra l'altro, si segnala la ricerca di immobili da parte di marchi importanti, soprattutto del fashion. La richiesta più elevata è per le soluzioni con canna fumaria (o con la possibilità di installarne una) posizionate sulle vie commerciali e non necessariamente centrali. La metratura richiesta per chi vuole operare nel settore della ristorazione va da un minimo di 50 mq (per take away) fino a 200-300 mq. Sempre più numerosi i giovani che vogliono lanciarsi nel settore, declinato anche nella formula dello street food. Dalle richieste raccolte dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa, tra le zone ambite nella parte sud di Milano ci sono i Navigli e corso di Porta Ticinese grazie al forte passaggio prevalentemente serale. I prezzi di compravendita sono di circa 11mila euro al mq in via Torino e si scende a 6mila euro al mq sui Navigli. Cresce l'interesse per via Torino, dove aprono aprono flagship della moda giovane ed aumenta l'appeal in ambito food con nuove aperture. Allargando invece l'orizzonte di riferimento, Expo ha generato un forte interesse per le aree del lago di Como e di Monza e provincia, secondo la Camera di commercio di Monza, con ricadute, anche future sul mercato delle compravendite.

fonte "casa24"